Il testamento spirituale di Mussolini e le parole di Edda

Publié le par Emma Moriconi

Il testamento spirituale di Mussolini e le parole di Edda

29 aprile: a settantuno anni dai fatti di piazzale Loreto 

"Rimarginare le ferite della Patria": nel suo ultimo scritto il Duce raccomandò di "agire per sentimento e non per risentimento"

"Rimarginare le ferite della Patria": nel suo ultimo scritto il Duce raccomandò di "agire per sentimento e non per risentimento"

"28 aprile 1945 - 28 aprile 2016...sono passati 71 anni e ancora c'è tanto odio... voglio ricordare questo giorno con questa foto, dove il nonno è tranquillo, in un giorno di sole. Non dirò una parola su quel che accadde quel giorno, non voglio alimentare altro odio, facendo il gioco di chi vorrebbe questo. Recitate una preghiera e pensatelo": così Edda Negri Mussolini ieri iniziava la sua giornata, nel 71esimo anniversario dalla morte del Duce.

Un monito che fa riflettere, in questi giorni. Che sono i giorni del lutto. E che suggerisce alcune considerazioni: quello che per l'Italia è il Duce per lei è "il nonno", è un dato che non ho mancato di rilevare nel libro dedicato a donna Rachele, e l'ho definito "la dimensione umana della storia". È proprio così. Quello che propone Edda è un dialogo privo di odio: del resto, settantuno anni dopo, quei fatti fanno ormai parte della storia. E l'odio, con la storia, non c'entra proprio niente. Per Edda non è "solo" storia, per lei è "famiglia". E dunque se lo dice lei, forse dovremmo ascoltarla tutti, ma proprio tutti.

La pagina di storia di quest'oggi non sarà un riepilogo di fatti storici, perché quelle di cui oggi ricorre il triste anniversario sono vicende che trattiamo spesso, ogni giorno: a noi non serve una ricorrenza per ricordare, non serve un anniversario per riepilogare i fatti, non occorre un pretesto per analizzare certe pagine della nostra storia. Noi lo facciamo ogni giorno, oramai da anni.

È dunque una pagina dedicata alla memoria di quelle persone, che vuole essere anche una preghiera. Senza fare polemica: persino un vescovo ha ritenuto di negare una Santa Messa, e invece su queste pagine vige la regola della libertà di espressione. Quindi un ricordo per Benito Mussolini, assassinato il 28 aprile 1945 e vilipeso il 29 aprile di settantuno anni fa; per Clara Petacci, fucilata e lasciata al pubblico ludibrio; per Nicolino Bombacci, che fu definito il "supertraditore" per aver troppo amato la giustizia sociale; per Vito Casalinuovo, soldato fascista e repubblicano; per Ruggero Romano, il Ministro dimenticato dai libri di storia; per Pietro Calistri, fucilato per aver indossato una divisa; per Paolo Zerbino, testimone e protagonista delle ore del sangue e dell'odio; per Carlo Porta, che perì, sotto il piombo nemico, innocente; per Mario Nudi, senza alcuna colpa caduto; per Marcello Petacci, per Luigi Gatti, per Idreno Utimpergher, per Goffredo Coppola, per Francesco Maria Barracu, per Fernando Mezzasoma, per Ernesto Daquanno, per Alessandro Pavolini, tutti trucidati sul lungolago di Dongo in quella giornata di settantuno anni fa. E per Achille Starace, fucilato a Piazzale Loreto. E ancora per Carlo Borsani, il poeta soldato che parlava di pace. E per Sergio Ramelli e Enrico Pedenovi, il cui assassinio perpetua l'orrore di questo 29 aprile. E infine per tutti coloro, uomini, donne, bambini, sacerdoti, che hanno versato il loro sangue sul suolo patrio in quegli orribili giorni della guerra civile. E, sull'esempio di Edda, il ricordo sia per tutti, a prescindere dal colore che hanno scelto, in vita, di indossare. E chi - anche tra noi - avesse bisogno di qualche altro elemento per dirsi d'accordo, farà bene a rileggersi il testamento spirituale di Benito Mussolini. Già, spirituale... perché di materiale egli non aveva nulla da lasciare in eredità... Ebbene, le parole con cui conclude il suo testamento spirituale dicono questo: "I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria. Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la Patria non più Patria quando si è chiamati a servirla dal basso. I fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento. Dal loro contegno dipenderà una più sollecita revisione storica del Fascismo, perché adesso è notte, ma poi verrà il giorno".

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