Solidarietà per Alessandra Mussolini travolta dal ciclone mediatico e dagli insulti gratuiti. In Italia, come al solito, si dimentica il rispetto

Publié le par Data24News

Solidarietà per Alessandra Mussolini travolta dal ciclone mediatico e dagli insulti gratuiti. In Italia, come al solito, si dimentica il rispetto

Di Helene Pacitto - Da donna, e da madre, mi sento di esprimere la mia solidarietà a una donna distrutta dalle vicende che l’hanno travolta e per le quali è stata presa di mira, diventando oggetto di attacchi spropositati e assolutamente ingiustificati sul web, sulla carta stampata, e in ogni settore della comunicazione.

 

Solidarietà per Alessandra Mussolini travolta dal ciclone mediatico e dagli insulti gratuiti. In Italia, come al solito, si dimentica il rispetto

Si tratta di Alessandra Mussolini, diventata suo malgrado protagonista di un linciaggio mediatico senza precedenti, dopo essersi vista stravolgere la vita dalla sera alla mattina: scoperto il coinvolgimento del marito nella vicenda della baby squillo romane è stata costretta a cacciarlo di casa, a prendersi cura della famiglia e dei figli, a loro volta nell’occhio del ciclone, indifesi di fronte alla violenza del circo mediatico che tutto travolge. Senza pietà. Senza rispetto. Mentre sui giornali vengono sbandierate ai quattro venti le foto delle nozze. Come se fossero la prova di qualcosa.

In questo caso specifico, oltre al dolore dell’umiliazione personale, Alessandra Mussolini si è trovata a scontare anche l’appartenenza politica, il suo nome, la forza della sua personalità e il modo battagliero con cui in passato aveva fatto valere le sue idee e il suo pensiero. Come se questi fossero fattori rilevanti in una vicenda sulla quale un doveroso riserbo e silenzio sarebbero stati ben più graditi. Contrariamente al codazzo di commenti e insulti che si sono subito moltiplicati rimbalzando di tweet in tweet.

Chi si può permettere di giudicare una persona che dopo quasi trent’anni di matrimonio scopre improvvisamente di avere sempre avuto al suo fianco uno sconosciuto? Un uomo che si è rivelato completamente diverso da quello che pensava di conoscere e amare, col quale ha condiviso una vita, una famiglia, degli obiettivi e che è stato invece sbattuto in prima pagina per la colpa più vergognosa?

Sapendo poi che la Mussolini è stata in prima fila nella battaglia contro la pedofilia e lo sfruttamento della prostituzione minorile, mi viene spontaneo pensare che lei abbia parlato con marito di questo suo impegno. Come sempre accade, in famiglia si condividono obiettivi, proposte, progetti. E per questo il suo dolore può essere solo più grande. Non ci si può permettere di esprimere giudizi, di commentare, di speculare su vicende come queste.

In Italia, come al solito, non solo i semplici cittadini, ma anche chi si occupa di comunicazione, chi fa informazione, invece di esprimere solidarietà verso chi vive un dramma personale, si accanisce con crudeltà gratuita. Ci si scaglia, si giudica, si fa di tutta l’erba un fascio, convinti di poter dire tutto e il contrario di tutto, senza mai dover rendere conto dei propri pensieri e delle proprie azioni.

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