28 aprile, cronaca di un assassinio

Publié le par Emma Moriconi

28 aprile, cronaca di un assassinio

1945-2018: settantatre anni di menzogne e demagogia, e ancora oggi c'è un pezzo d'Italia che non riesce a fare i conti con la sua storia

Benito Mussolini venne assassinato insieme a Claretta Petacci: due omicidi sui quali ancora aleggia un fitto mistero, insieme a tante bugie

Benito Mussolini venne assassinato insieme a Claretta Petacci: due omicidi sui quali ancora aleggia un fitto mistero, insieme a tante bugie

Da anni sulle colonne del Giornale d'Italia raccontiamo le vicende di quel 28 aprile del 1945 e del periodo antecedente e successivo. Abbiamo scandagliato l'epoca fascista, ciò che era prima e ciò che venne dopo, in lungo e in largo, abbiamo raccontato di Benito Mussolini sotto ogni angolazione, abbiamo dettagliato la sua infanzia, l'ambiente in cui viveva, la sua famiglia, le sue opere, lo abbiamo - in buona sostanza - conosciuto in ogni modo possibile.

Abbiamo cercato, analizzato, studiato. Abbiamo ascoltato testimoni, abbiamo cercato le carte, i documenti, abbiamo visitato i luoghi, abbiamo esaminato con tenacia e determinazione ogni carta giunta tra le nostre mani, tirata fuori dagli archivi, dai ricordi di famiglia, dai bauli dimenticati nelle soffitte, abbiamo girato l'Italia alla ricerca di informazioni, per capire, per andare a fondo, perché non ci siamo mai accontentati di ciò che la "vulgata" ci voleva far credere.

E abbiamo trovato. Abbiamo avuto tra le mani prove su prove, che via via abbiamo pubblicato su queste pagine, giorno dopo giorno, per anni: ogni mattina i nostri lettori, aprendo il Giornale d'Italia, hanno potuto vivere insieme a noi le nostre scoperte, le verità che si palesavano ai nostri occhi, spesso increduli nel vedere e nel toccare con mano le tante menzogne che un pezzo malato di questa Italia strana ci ha voluto, nel tempo, propinare.

Oggi probabilmente non serve riepilogare tutto, non ne avremmo nemmeno lo spazio sufficiente. E poi oggi è il giorno del ricordo, e della riflessione.

Settantatre anni fa un duplice omicidio veniva commesso nei dintorni del Lago di Como. Un luogo fatto di scorci spettacolari, che cela però storie di sangue e di orrore.

Benito e Claretta, lo sanno ormai perfettamente i nostri lettori, non furono assassinati davanti al cancello di Villa Belmonte. È persino paradossale che ancora oggi - e in questi giorni di fine aprile, come ogni anno, ce ne siamo sorbiti tanti, di specialoni pieni zeppi di menzogne - qualcuno si ostini ad affermarlo.

La storia lo nega, lo negano le testimonianze, lo nega infine la scienza.

Eppure ci si ostina a mentire. Ancora.

Questo la dice lunga sulla mole immensa di falsità che ha coperto come un pesante mantello la verità storica di un'epoca e della vicenda umana e politica di un uomo.

Il terzo millennio reclama una vita nuova, per questo Paese che stenta a farsi chiamare Nazione, pretende che esso trovi restituita al popolo la propria storia. Ma la storia non si fa con la demagogia, con la convenienza politica, con le menzogne che servono solo a mantenere in piedi carrozzoni senza senso, utili solo a pochi che, solo grazie a una sbrindellata bandiera che recita "antifascismo", hanno ben saputo, nei decenni che ci separano da quel '45 di sangue e dolore, da quella guerra fratricida che ancora oggi lacera la bella Italia, monopolizzare non solo la storia, ma anche la cultura, la scuola, i mezzi di informazione.

Settantatre anni sono sufficienti a mettere la parola fine all'era della demagogia e ad aprire finalmente il sipario sulla storia.

Publié dans Articles de Presse

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